Info Progetto

Descrizione Progetto
San Felice è riconosciuto come azienda innovativa, sia per la capacità di anticipare i trend che per l’intensa attività di ricerca e sperimentazione. Allo stesso tempo, il suo stile produttivo punta a valorizzare la tipicità e l’unicità del proprio territorio mantenendo un forte legame con la tradizione.
Questo status è confermato dalla storia aziendale che vede già verso la fine degli anni 60 l’uscita del Vigorello, un vino allora di nuova concezione, che ha dato origine ai famosi Supertuscan. A seguire, negli anni 70, la prima produzione di Poggio Rosso, a quel tempo un primo e raro esempio di ‘cru’ di Chianti Classico.
Ma è forse nell’inizio dell’attività di ricerca sui vitigni autoctoni, verso la fine degli anni 80, che la filosofia produttiva di San Felice trova la sua massima espressione. In contrasto con il trend di molti produttori dell’epoca, che si indirizzavano maggiormente verso varietà internazionali, San Felice nel proprio vigneto sperimentale, il Vitiarium, identificava alcune uve autoctone dimenticate per destinarle a un futuro blend con il Sangiovese.
All’interno dell’area della tenuta Campogiovanni, è stata effettuata la caratterizzazione integrata dei suoli, allo scopo di avere le informazioni essenziali da utilizzare in fase di messa in posto di un nuovo impianto vitivinicolo su una superficie di circa 4 ha.
La mappa di resistività elettrica è stata tarata con 5 profili pedologici e conseguente indagine di campionamento del suolo per le analisi fisico-chimiche degli orizzonti.
Sono state individuate 5 sotto-unità tipologiche di suolo molto diverse tra loro, comprendenti Cambisols con salinità alta sotto i 50cm, e la loro variante non salina ma scheletrica, oltre a Regosols molto scheletrici e con substrato in posto entro il metro di profondità.












