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Descrizione Progetto
I vigneti del Caggio acquistati nel 2005, vanno ad integrare i 72 ettari di straordinaria vocazione viticola del Castello di Fonterutoli, di proprietà della famiglia Mazzei dal 1435.
I terreni acquisiti presentano eccezionali caratteristiche dal punto di vista pedologico, dell’esposizione e dell’altitudine, costituendo l’habitat ideale per il vitigno Sangiovese. Con l’annessione del Caggio, Castello di Fonterutoli diviene una delle più importanti realtà del Chianti Classico.
Il nome “Caggio” deriva dal piccolo borgo medievale sulla sommità di una collina nelle vicinanze di Castellina in Chianti e le vigne di Sangiovese che caratterizzano la tenuta producono un vino con un’espressione qualitativa marcata, andando a confluire nella famiglia IPSUS.
I vigneti del Caggio, hanno un’estensione totale di circa 15 ha e si trovano su suoli derivanti da Argilliti e calcari marnosi; questo substrato da origine a Cambisols e Regosols di vario genere, possono infatti trovarsi suoli con orizzonte di alterazione profondi senza particolari limitazioni all’approfondimento radicale, oppure con proprietà stagniche dove la limitazione è quella della scarsa areazione del suolo, o suoli cambici molto scheletrici in profondità.
I Regosols presenti al Caggio hanno una limitazione di tipo fisico chiamata contatto paralithic, ovvero l’orizzonte di suolo fertile è a contatto con un orizzonte destrutturato, talvolta anche molto scheletrico, molto alterato che ha caratteristiche simile al substrato di appartenenza; in alcuni casi l’orizzonte destrutturato è direttamente a contatto con la roccia coerente, in questo caso si parla di contatto litico.
L’utilizzo della resistività elettrica unita all’indagine pedologica ha permesso di definire arealmente la variazione spaziale di questi suoli, andando a definire 5 Unità tipologiche di suolo suddivise in 13 sottounità.











