Please enable JS
 

Le indagini geofisiche oggi rappresentano uno strumento fondamentale di valutazione preventiva del rischio archeologico. Grazie alla realizzazione di indagini geofisiche in diverse fasi, dalla esplorazione totale di grandi superfici di interesse con metodi eseguiti in continuo ed in breve tempo (con tecnica elettromagnetica o georadar), si passa ad indagini geofisiche di dettaglio con tomografia elettrica 2D e 3D, fino al posizionamento di saggi di scavo per la verifica e la taratura della interpretazione archeologica dei dati acquisiti con le fasi precedenti. Ad oggi questo è un metodo consolidato che parte in caso di necessità di verificare ed approfondire le informazioni storico-archeologiche di un sito di interesse, e quindi per un puro processo di conoscenza, oppure in caso di ritrovamenti casuali durante lavori di assistenza archeologica in lavori di scavo per opere pubbliche o simile, in zone a rischio archeologico. Grazie alla sovrapposizione delle informazioni di ogni livello, storiche, geofisiche, archeologiche, geografiche e geologiche si elaborano elaborati cartografici con sistemi GIS che permettono di interpretare in modo integrato tutti i dati e giungere a valutazioni archeologiche consistenti ed affidabili.

Tra il Dicembre 2012 ed il Marzo 2015 SOING ha diretto il progetto di ricerca e sviluppo finanziato dalla Regione Toscana con i il Bando Unico R&S anno 2012, fondi POR CReO FESR 2007-2013, Linea di Intervento 1.5a. Il progetto dal titolo “Primarte-approccio integrato di rete per l’innovazione nelle metodologie di diagnostica e intervento sul patrimonio artistico e architettonico” ha avuto un esito positivo ed i risultati raggiunti sono stati importanti a tutti i livelli. La valutazione tecnica finale è stata effettuata dalla prof.Cinzia Buratti della Università di Perugia.

Uno degli obiettivi del progetto è stato focalizzato sull’applicazione sinergica su un medesimo ‘sito pilota’, di metodologie innovative, oltre a quelle tradizionali, per la diagnostica del patrimonio culturale, nello sforzo di integrare in modo efficiente differenti discipline e di veicolare un messaggio di innovazione nella conservazione di beni culturali ad ampio spettro.

SOING ha svolto sia indagini georadar sulle strutture murarie della cappella di S.Antonio Abate a Le Campora, una splendida sopravvivenza del complesso monastico di Santa Maria al Sepolcro presso Le Campora, non lontano da Porta Romana in Firenze, che indagini sulle aree esterne alla cappella, con lo scopo di cercare le tracce archeologiche del suddetto complesso monastico. L’esperienza di ricerca archeologica è stata importantissima perché ci ha permesso di lavorare in stretta collaborazione con storici dell’arte, storci dell’architettura e restauratori e perfezionare le nostre procedure di analisi, indagine e interpretazione integrata.

  1. Servizi
  2. Strumenti e Tecniche
Ricerca e mappatura di strutture interrate con indagini geofisiche non invasive
Saggi di scavo archeologico
Verifica preventiva dell’interesse archeologico (dall’art. 95 del D.lgs. n.163/2006) a supporto della progettazione preliminare
Ricognizioni archeologiche preliminari
Integrazioni con ricerche di archivio e studio di carte e foto aeree
Assistenza archeologica
Georadar
Tomografia elettrica 2D e 3D (ERT 3D)
Indagini elettromagnetiche
Verifiche visive e saggi diretti
Rilievo con stazione totale robotizzata e GPS differenziale
Videoendoscopia
Analisi petrografiche
Joomla SEF URLs by Artio